Per giovani anziani e famiglie si può fare ancora di più intervista a Fabio Käppeli

Primo confronto, in vista dell’appuntamento con le urne del 18 aprile, tra i candidati in corsa per il Municipio della Città. Politica giovanile, conciliabilità lavoro-famiglia e gestione delle case per anziani comunali. Sono questi tre dei temi affrontati nel primo dibattito elettorale tra i candidati in corsa per un seggio in seno al Municipio di Bellinzona: sollecitati dalle domande del CdT, concordano che molto si è fatto in questi ultimi anni per rispondere alle necessità dei nuclei familiari nei quali entrambi i genitori sono impegnati professionalmente.

  1. Quali strumenti dovrà avere a disposizione il futuro operatore di prossimità per combattere il crescente disagio giovanile?
    L’educatore di strada è previsto per tutta la popolazione, non solo per i giovani, ma ciò che è più importante è che sia flessibile e presente sul territorio, senza avere orari fissi come gli altri funzionari. Ritengo poi che chi assumerà questo incarico, o meglio i due operatori al 50%, come prima cosa debbano andare a “rubare il mestiere” per qualche settimana a Ginevra o Losanna, città con realtà consolidate in questo ambito.
     
  2. Ciò che manca in città e un centro giovanile o una politica chiara in questo ambito?
    A Bellinzona manca soprattutto un’attenzione ai giovani e alle loro necessità. Fatta eccezione per il periodo attuale, dispiace che nell’ultimo decennio siano stati praticamente azzerati il divertimento e le possibilità di aggregazione, che rimangono importanti per la qualità di vita, il turismo e l’economia, e non solo per i giovani. Ben inteso, non deve fare tutto la Città, che spesso nemmeno saprebbe rispondere a queste esigenze, ma basterebbe sostenga o anche solo permetta qualche iniziativa proveniente dai privati o dai quartieri. Lasciamo vivere questa Città! La questione degli spazi è solo un elemento, da valutare bene. Se per i più giovani potrebbe essere interessante un centro giovanile, ai più grandi potrebbe invece andare stretto. Ciò non toglie che tutte le categorie necessitano di spazi in cui incontrarsi spontaneamente e che sentano propri. Questi possono anche mutare rapidamente nel tempo: un anno fa ad esempio era piazza Collegiata, che già dimostra lacune evidenti.
     
  3. Quanto attuato negli ultimi anni per la conciliabilità lavoro-famiglia è sufficiente?
    Si sta procedendo bene, ma il margine di miglioramento rimane ampio. Penso ai centri extra-scolastici che andrebbero distribuiti meglio sul territorio, generalizzando in tutti i quartieri la possibilità di far capo a mense e servizi pre e dopo scuola.
     
  4. Un unico direttore per le quattro strutture comunali per anziani è sufficiente alla luce di quanto si è verificato in particolare a Sementina?
    Pur non essendo direttamente coinvolto, per motivi professionali legati all’inchiesta in corso non ritengo opportuno rispondere a questa domanda.