La rivoluzione corre sui binari ma c’è chi si mette di traverso intervista a Simone Gianini

Per Bellinzona sarà una rivoluzione. Creare, dal nulla, un quartiere entro il 2040-2050 al posto delle Officine FFS. Per il municipale uscente Simone Gianini e per Henrik Bang l’occasione è di quelle irripetibili, mentre Maura Mossi Nembrini e Marco Noi sono decisamente scettici. Lo sono anche su altre scelte pianificatorie e non risparmiano critiche al Programma d’azione comunale. Ma allora, che Città desiderano i candidati? Tutti d’accordo: vivibile, sostenibile, sociale.

  1. Nuovo quartiere alle Officine: occasione d’oro (per dar vita ad un comparto propulsivo) o sprecata (più mattoni che aree verdi)?
    Occasione irripetibile - oltre che per realizzare le nuove Officine nella regione a salvaguardia di centinaia di posti di lavoro - per avere a Bellinzona la sede ticinese del Parco svizzero dell’innovazione, una sede della SUPSI, un grande centro culturale e un parco verde di 30.000 metri quadri, in un quartiere moderno vivace, a sostegno pure dei commerci.
     
  2. Il Programma d’azione comunale prevede interventi mirati in ogni quartiere. Siete soddisfatti oppure il Municipio avrebbe dovuto osare di più?
    Siamo il primo Comune ad averlo elaborato. Uno dei punti cardine è il mantenimento dell’identità e vitalità dei 13 quartieri con misure, forse non eclatanti, ma concrete e realizzabili. Il PAC ingloba anche, con coraggio, i progetti strategici (si pensi al Parco fluviale, al nuovo ospedale o a nuove stazioni) che cambieranno il passo (e il volto) del Comune del 2040.
     
  3. Continuare a costruire ha senso visto che il tasso di sfitto nel Bellinzonese è già superiore alla media cantonale?
    Quello dello sfitto - accentuato dai tassi negativi delle banche - è un indicatore da guardare con attenzione, ma non è l’unico. La disponibilità di abitazioni (contrariamente a dove è troppo bassa) permette di trovarne ancora a prezzi accessibili e stimola il rinnovo di quelle più datate. Bellinzona è l’unica città ticinese ad aver sempre incrementato gli abitanti negli ultimi 10 anni (+3.785 unità); a preoccupare è la decrescita in Ticino. L’alta qualità di vita (si pensi alle strutture per anziani o al trasporto pubblico) per essere finanziata necessita di più popolazione attiva residente, attratta anche grazie a nuovi investimenti.
     
  4. Come vi immaginate la Città fra 10-20 anni?
    Una Città formata da 13 quartieri dinamici e ben tenuti, bella da viverci, lavorarci e visitare, con un equilibrio intergenerazionale e tra posti di lavoro pubblici e privati, finanziariamente solida, polo d’importanza cantonale e centro riconosciuto di scambio culturale, formativo, nelle scienze della vita e nella tecnologia di punta.